Archeologia, recuperato reperto Dio Mitra che stava per essere venduto
Era destinato al mercato Cino-Nipponico il rilievo marmoreo raffigurante una "Tauroctonia", con il Dio Mitra nel'atto di sacrificare il toro, recuperato dal nucleo Polizia Tributaria della Guardia di finanza di Roma. L'operazione investigativa, posta in essere dal gruppo Tutela Patrimonio Archeologico coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica di Roma, Paolo Giorgio Ferri, ha consentito il ritrovamento dell'opera scolpita su una lastra quadrata in marmo bianco di Carrara e di peso pari a 15 quintali. Al sequestro, avvenuto in uno dei casali nella campagna romana a nord di Veio, nel quale era stato occultato, ha fatto seguito la consegna di un grosso frammento che conserva l'angolo superiore destro del rilievo e che ne permette la ricomposizione completa. "Si tratta di un'attività investigativa iniziata ad ottobre scorso e conclusa l'11 marzo con il ritrovamento nell'area archeologica di Veio, di questa scultura risalente al II secolo dopo Cristo", ha detto il comandante del nucleo polizia tributaria di Roma, colonnello Vito Augelli, che ha aggiunto: "Sono stati denunciati a piede libero quattro soggetti, tutti italiani, uno dei quali con precedenti specifici in materia, ma le indagini sono ancora in corso e ci portano a ritenere che l'opera poteva essere venduta all'estero, nel mercato orientale". "Stiamo lavorando a livello europeo per cercare un
modello condiviso per contrastare il mercato clandestino di opere d'arte", ha detto Francesco Giro, sottosegretario ai Beni e alle attività culturali, auspicando: "Un aggiornamento della normativa di riferimento, sanzioni più efficaci che rendano più sofisticate le nostre indagini".